venerdì 9 dicembre 2011

AIUTIAMO I BAMBINI DI CERNOBYL

Le vicende legate alle adozioni, alle accoglienze ed ai permessi studio nei confronti dei minori bielorussi rispondono ai più alti principi previsti sia dalla nostra Carta costituzionale che dalla normativa internazionale. Segnatamente, si ricorda la tutela privilegiata dell'infanzia, che ha nell'articolo 31 della Costituzione una solida base nel nostro ordinamento, la Convenzione dei diritti dell'infanzia dell'89, che già in premessa esprime il principio secondo cui «l'infanzia ha diritto a un aiuto e a un'assistenza particolari», e la Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale del 1993, che rammenta agli Stati membri la necessità di adottare ogni particolare cura per l'assistenza prestata ai minori; 
Il fenomeno umanitario delle accoglienze dei bambini provenienti dalla Bielorussia è ormai diffuso capillarmente su tutto il territorio italiano, coinvolgendo numerose famiglie che vengono in contatto, ogni anno, con i bambini ed i «ragazzi di Chernobyl»; secondo notizie di stampa, dal 1996, anno del disastro della centrale nucleare ucraina, circa 30.000 famiglie italiane hanno ospitato annualmente circa 300.000 bambini provenienti dai territori contaminati, per motivi terapeutici ed umanitari, durante le vacanze estive e natalizie; in totale, questo movimento di solidarietà ha coinvolto, nell'arco di 20 anni, oltre 300.000 famiglie italiane.
Interrogazione parlamentare Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca

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