lunedì 16 gennaio 2017

IL BELICE A 49 ANNI DAL TERREMOTO

CROCETTA ALL'ULTIMO POSTO PER GRADIMENTO. DATI DELLA GOVERNANCE POLL 2016

Tra i presidenti di regione l’esperienza premia. In vetta al Governance Poll 2016 si incontrano infatti due habituè delle prime posizioni, entrambi al secondo mandato. Luca Zaia taglia il traguardo per primo, spinto in alto da un rotondo 60% di cittadini veneti che si sentirebbero disposti a riconfermarlo alla guida della Regione se si votasse oggi; tre punti percentuali dietro, in seconda posizione, si piazza invece il toscano Enrico Rossi, grazie a un 57% di elettori che esprimono un gradimento nei suoi confronti.
Se la coppia di testa non presenta novità di rilievo, perché Rossi e Zaia battagliano da anni ai primi posti del Governance Poll con risultati alterni che a volte vedono prevalere il leghista e altre l’esponente del Pd, dietro le notizie sono parecchie. Una positiva riguarda il presidente della Lombardia Roberto Maroni, che con il 54% di consensi arriva al terzo posto e soprattutto migliora parecchio sia i numeri raccolti alle urne (+11,2%) sia i precedenti risultati nel Governance Poll. 
Quella più preccupante interessa invece il presidente della Sicilia Rosario Crocetta, che entra nell’anno elettorale accompagnato solo dal 28% di corregionali che si dicono pronti a confermarlo. Governance Poll ed elezioni, lo ribadiamo ogni volta, parlano due lingue in parte diverse, perché il monitoraggio di Ipr marketing tasta in assoluto il gradimento dei politici locali agli occhi dei cittadini mentre le elezioni mettono in gara diverse proposte: un numero di questo tipo, che segna il livello di gradimento più basso mai misurato dalla rilevazione annuale di Ipr Marketing su sindaci e presidenti, non rappresenta però il viatico migliore per tentare la riconferma.
Ma la distanza di 32 punti che separa Venezia da Palermo è solo l’aspetto più plateale di un’Italia divisa in due anche nell’approccio alla politica locale, un aspetto che balza agli occhi guardando la geografia del consenso regione per regione.
I cosiddetti “governatori” non sono in cima alla lista delle passioni degli italiani, e ottengono in media un tasso di gradimento del 43,3%, largamente sotto la “sufficienza” e staccato di dieci punti abbondanti dal 53,5% raccolto in media dai sindaci. Questo dato generale è però il frutto di due tendenze opposte: al Nord il consenso medio è del 48%, e segna un aumento del 4% rispetto ai voti veri raccolti dai presidenti alle urne, nel Mezzogiorno invece i «sì» si fermano al 39,5%, e segnalano una contrazione del 6,2% rispetto ai risultati elettorali. Le eccezioni non mancano, soprattutto in negativo come mostrano i dati più che opachi che accompagnano la presidente del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani (33% di consensi) o il suo collega ligure Giovanni Toti (37%), ma non riescono a “inquinare” una tendenza che rimane cristallina. A Sud solo il calabrese Mario Oliverio, al sesto posto con il 51% di apprezzamento, e il lucano Marcello Pittella, settimo con il 50%, si staccano dalla media territoriale.
Sia l’apprezzamento generale tutto sommato scarso per i presidenti di Regione sia la divisione netta fra Nord e Sud possono essere spiegati con il lungo e confuso cantiere del nostro federalismo, che ha prodotto più conflitti che chiarezza di compiti e responsabilità e ha finito per moltiplicare i costi di quest’altra eterna incompiuta italiana.
Gonfiare i bilanci nelle uscite sanitarie, protagoniste indiscusse dei conti regionali, e nelle entrate tributarie non è certo il modo migliore per coltivare l’apprezzamento dei cittadini, soprattutto perché l’altalena infinita fra slanci federalisti e riflussi centralisti per tamponare la crisi di finanza pubblica ha confuso le responsabilità alimentando il continuo rimpallo di colpe fra centro e periferia. Anche in questo contesto caotico, però, la qualità media percepita delle diverse amministrazioni continua ad avere un peso, e a determinare gli atteggiamenti dei cittadini nei confronti dei politici locali.
Da questo punto di vista, è interessante notare che le tre posizioni di fondo sono occupate dalle Regioni a Statuto speciale (Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta non rientrano nel Governance Poll perché lì non c’è l’elezione diretta del presidente). La situazione friulana ha dinamiche diverse rispetto a Sicilia e Sardegna, sia nei meccanismi di finanziamento sia nelle cause dello scarso consenso, per cui non è il caso di avventurarsi in parallelismi azzardati. Una morale però si può trarre, e indica che la maggiore disponibilità di risorse non produce in automatico consensi più ampi. Soprattutto quando, come in Sicilia e Sardegna, i mezzi dell’autonomia speciale non riescono nemmeno a scalfire una crisi economica e occupazionale che sembra senza vie d’uscita.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-16/tra-governatori-primato-e-zaia-063515.shtml?uuid=AEDzUf

lunedì 19 dicembre 2016

SEGUIAMO LE PAROLE DEL PAPA: CERCHIAMO DI ENTRARE NELLA VERA ESSENZA DEL NATALE

Sul modello di Maria e di Giuseppe rendiamoci disponibili ad accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta e a seguire con fiducia la volontà del Padre celeste. 
E’ l’invito rivolto dal Papa a migliaia di fedeli presenti questa domenica in piazza S. Pietro per l’Angelus. Da Francesco anche l’invito, in questa settimana che ci separa dal Natale a fermarci in silenzio davanti al presepe per cogliere veramente la grazia di amore che questa festa rappresenta

La vicinanza di Dio all’umanità è il tema della quarta e ultima domenica di Avvento. Il Papa invita a guardare alle due persone che più di altre sono state coinvolte in questo “mistero di amore che si compie nel Natale”: Maria e il suo sposo Giuseppe.
La Vergine ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, rimarca Francesco, “il Figlio di Dio viene nel suo seno per diventare uomo e Lei lo accoglie”. Così, in modo unico, “Dio si è avvicinato all’essere umano prendendo la carne da una donna”: è quanto succede “anche a noi in modo diverso”, spiega il Papa. “Dio si avvicina con la sua grazia per entrare nella nostra vita e offrirci in dono il suo Figlio”: “E noi che cosa facciamo? Lo accogliamo, lo lasciamo avvicinarsi oppure lo rifiutiamo, lo cacciamo via? Come Maria, offrendo liberamente sé stessa al Signore della storia, gli ha permesso di cambiare il destino dell’umanità, così anche noi, accogliendo Gesù e cercando di seguirlo ogni giorno, possiamo cooperare al suo disegno di salvezza su noi stessi e sul mondo. Maria ci appare dunque come modello a cui guardare e sostegno su cui contare nella nostra ricerca di Dio, nella nostra vicinanza a Dio, in questo lasciare che Dio si avvicini a noi e nel nostro impegno per costruire la civiltà dell’amore”.

Al fianco di Maria, altro protagonista del Vangelo di oggi, è San Giuseppeche, “da solo”, ricorda il Papa citando il testo di Matteo, non può darsi una spiegazione della gravidanza di Maria. Proprio allora “nel momento del dubbio e dell’angoscia”, sottolinea Francesco, Dio lo illumina con un Suo messaggero che annuncia: “ Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”:
“Così, di fronte all’evento straordinario, che certamente suscita nel suo cuore tanti interrogativi, si fida totalmente di Dio che gli si avvicina e, seguendo il suo invito, non ripudia la sua promessa sposa ma la prende con sé e sposa Maria. Accogliendo Maria, Giuseppe accoglie consapevolmente e con amore Colui che in lei è stato concepito per opera mirabile di Dio, a cui nulla è impossibile. Giuseppe, uomo umile e giusto (cfr v. 19), ci insegna a fidarci sempre di Dio, che ci si avvicina: quando Dio ci si avvicina dobbiamo fidarci. Giuseppe ci insegna a lasciarci guidare da Lui con volontaria obbedienza..”

Mediante la loro fede dunque Maria e Giuseppe ”per primi hanno accolto Gesù” e così “ci introducono al mistero del Natale”: l’una ci “aiuta a metterci nell’atteggiamento di disponibilità per accogliere il Figlio di Dio nella nostra carne”, l’altro “ci sprona a cercare sempre la volontà di Dio e a seguirla con fiducia”. Entrambi si sono fatti “avvicinare da Dio” e noi, si chiede ancora il Papa, facciamo lo stesso davanti al mistero del Natale che festeggia l’Emmanuele, il “Dio con noi”?: “E' il Dio che si avvicina. Io gli apro la porta, al Signore, quando sento una ispirazione interiore, quando sento che mi chiede di fare qualcosa di più per gli altri, quando mi chiama alla preghiera? Dio-con-noi, Dio che si avvicina. Questo annuncio di speranza, che si compie a Natale, porti a compimento l’attesa di Dio anche in ciascuno di noi, in tutta la Chiesa, e in tanti piccoli che il mondo disprezza, ma che Dio ama e a cui Dio si avvicina loro. quando sento una ispirazione interiore, quando sento che mi chiede di fare qualcosa di più per gli altri, quando mi chiama alla preghiera? Dio-con-noi, Dio che si avvicina. Questo annuncio di speranza, che si compie a Natale, porti a compimento l’attesa di Dio anche in ciascuno di noi, in tutta la Chiesa, e in tanti piccoli che il mondo disprezza, ma che Dio ama e che Dio si avvicina loro”.

https://www.avvenire.it/papa/pagine/angelus-del-18-dicembre-2016

mercoledì 14 dicembre 2016

FARMACIE RURALI: NEL DDL NOVITA' PER I PICCOLI COMUNI

Le comprensibili delusione e rabbia per l’esito degli emendamenti a favore delle farmacie rurali e a basso fatturato, del tutto ignorati (contrariamente ad aspettative che, in ragione del lungo cammino delle proposte emendative e dei sostanziali via libera già incassati in sede istituzionale, erano delle quasi certezze) al momento dell’approvazione della legge di bilancio 2017 potrebbero essere temperate, e molto, da altre misure sul settore contenute nell’AS 2541, ovvero il disegno di legge a tutela e valorizzazione dei piccoli comuni.
Si tratta di due emendamenti all’articolo 2 del disegno di legge, a prima firma del presidente della stessa Commissione Giuseppe Marinello (Ap), espressamente dedicati alle farmacie dei piccoli comuni.

Il primo, rubricato con il n. 2.8, prevede testualmente che, allo scopo di migliorare l’efficienza e la qualità del servizio essenziale di assistenza farmaceutica nei piccoli comuni, “le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano forniscono alle ASL apposite direttive affinché in questi comuni i medicinali normalmente oggetto di distribuzione diretta da parte delle ASL stesse vengano distribuiti dalle farmacie convenzionate, con le modalità e alle condizioni stabilite dagli accordi regionali stipulati ai sensi di quanto previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera a) del decreto-legge n. 347 del 2001, convertito nella legge n. 405 del 2001 e successive modificazioni”.

L’altro emendamento, contrassegnato dal n. 2.9, dispone invece che le Regioni e le Aziende sanitarie stipulino “accordi con i comuni interessati e le farmacie ivi ubicate per l’erogazione dei servizi di cui al decreto legislativo 153/2009”, quelli, cioè, della cosiddetta “farmacia dei servizi”.

La ratio delle misure correttive chieste da Marinello (che denotano sensibilità e attenzione verso le farmacie rurali) è del tutto in linea con le aspettative della categoria: in buona sostanza, infatti, gli emendamenti prevedono che – a prescindere dalle scelte compiute a livello di Regione e di Asl – farmaci e altri servizi passino di default attraverso le farmacie del territorio.

http://www.rifday.it/2016/12/13/farmacie-rurali-novita-positive-nel-ddl-la-tutela-dei-piccoli-comuni/

giovedì 8 dicembre 2016

LAVORI DI SISTEMAZIONE AL VIADOTTO BELICE

Aperto il cantiere per la messa in sicurezza del “Viadotto Belice”, lungo la strada statale 115, che unisce i comuni di Sciacca, Menfi e Castelvetrano, e le province di Agrigento e Trapani.
Il finanziamento delle necessarie opere a protezione dell’importante infrastruttura è il frutto dell’interlocuzione con le istituzioni nazionali, di incontri e confronti con i sindaci di Sciacca, Castelvetrano e della zona che ho avuto in commissione Ambiente del Senato. C'è voluto tanto tempo e pazienza, tanti incontri, ma la messa in sicurezza era ed è necessaria.
I lavori si inquadrano in un progetto più ampio di miglioramento della statale 115, strada che merita grandi attenzioni. Ci sono tratti su cui si è intervenuto, ci sono ponti disastrati che sono in corso di sostituzione con nuove e più moderne infrastrutture. Ci sono tratti su cui ancora bisogna investire per rendere sempre più sicura questa fondamentale arteria.
Le opere sono state aggiudicate dall’Anas, per un importo di circa due milioni e mezzo di euro. Sono previsti lavori di messa in sicurezza del viadotto, compreso il rifacimento dei cordoli, la sostituzione dei giunti di dilatazione e il ripristino della pavimentazione stradale.