martedì 3 maggio 2016

UNA BELLA GIORNATA AL CENTRO REGIONALE RECUPERO TARTARUGHE!



Il centro regionale di monitoraggio e recupero tartarughe diventa di referenza nazionale. 
Con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il Centro è stato istituito dal ministero della Salute. Un traguardo importante per l’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sicilia che lunedi scorso ha liberato nella caletta di Sant’Erasmo, al Foro Italico, una tartaruga della specie Caretta caretta chiamata Lilo - dal nome della bambina hawaiana del film Walt Disney Lilo & Stitch - dotata, per la prima volta in Sicilia, di un localizzatore satellitare. 
Un sofisticato meccanismo tecnologico prodotto negli Stati Uniti che permetterà, per un anno e mezzo, ai biologi marini di conoscere gli spostamenti delle Carette carette, studiarne i flussi migratori, capire
quali sono le temperature ideali per la loro sopravvivenza e le rotte che preferiscono. 
E' stata una bella giornata.

domenica 1 maggio 2016

CONGRESSO SIAP AD AGRIGENTO

Il 30 aprile alle ore 10 presso la sala ‘Giglia’ della Provincia regionale di Agrigento si è celebrato l’VIII° Congresso provinciale del SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia).
Ha aperto i lavori il segretario provinciale uscente Michele Nocca presentando all’auditorio la sua corposa relazione spunto per il successivo dibattito;  numerosa la partecipazione non soltanto di appartenenti al comparto ma anche di associazioni della società civile impegnate sul territorio.
Numerosi ed autorevoli gli interventi:  il Sen. Giuseppe Marinello, Presidente Commissione Ambiente al Senato; l’On. Angelo Capodicasa; il Questore, dott. Mario Finocchiaro; il dott. Giovanni Giudice, Dirigente Divisione Anticrime; il dott. Andrea Morreale, Dirigente Polizia Stradale; il dott. Valerio Landri, direttore della Caritas. Hanno portato il saluto i segretari provinciali degli altri sindacati di categoria ed i segretari provinciali del SIAP di alcune province siciliane. Ha concluso i lavori il segretario nazionale SIAP, Luigi Lombardo. Numerosi gli auguri di proficui lavori pervenuti tra cui quelli del Cardinale Monsignor Montenegro; quelli del Ministro degli Interni On. Angelino Alfano; e quelli del Presidente della Commissione regionale antimafia, On. Nello Musumeci. Ha presieduto e moderato i lavori la dott. Anna Sciangula.
Numerose le tematiche affrontate sia sul fronte territoriale, sia su quello generale del comparto. Precisa e puntuale l’analisi su più fronti di quelle che sono le esigenze della Polizia di Stato di Agrigento; anche se in sofferenza per carenza di uomini e mezzi, efficiente ed efficace sul territorio nell’affrontare le continue esigenze ed emergenze. Da un punto di vista più generale sono state sottolineate le esigenze di riforma strutturale del comparto sicurezza/difesa, l’esigenza di alcune riforme interne, ma soprattutto quella di riforma del modello contrattuale.
Per quanto attiene ai lavori propriamente congressuali, è stato riconfermato il segretario provinciale generale uscente, Michele Nocca, la cui dirigenza è stata premiata per aver saputo portare avanti un lavoro improntato sul dialogo e sulla concertazione, cosa che ha consentito al Sindacato stesso di affermarsi con autorevolezza anche in provincia di Agrigento, così come lo è a livello nazionale, tra le sigle più rappresentative dei sindacati di Polizia.
Il segretario provinciale Nocca ha formalizzato la sua Segreteria nelle persone di: Maurizio Dell’Arte, Alessandro Volpe, Calogero Zambito, Giuseppe Bennici. Ha nominato componenti del direttivo i delegati al Congresso: Raffaele Castaldo, Giuseppe De Luca, Salvatore Collana, Orazio Giannì, Giuseppe Giannì, Gaetano Garozzo, Giuseppe Amato, Giovanni Fazio, Stefano Rabottini, Salvatore Cammarata, Rosario Ietro, Marco Russo, Salvatore Pira. Sono stati designati altresì i delegati al congresso nazionale e regionale.

mercoledì 27 aprile 2016

IN MARE 50 TONNELLATE DI PETROLIO

Circa 50 tonnellate di petrolio versate nel Mar Ligure, il 10% delle 500 tonnellate che sono uscite dalla rottura dell’oleodotto della società Iplom che conduce il prodotto da Busalla (sede della raffineria) al porto petroli di Genova Multedo. Frutto di un incidente avvenuto domenica scorsa che però ieri mattina ha rischiato di complicarsi ulteriormente quando forti piogge e un’ondata di piena del rio Polcevera hanno portato al cedimento di una delle barriere di contenimento poste in settimana sul torrente per arginare il flusso del greggio. Una situazione che ha portato il comandante della capitaneria di porto, ammiraglio Giovanni Pettorino, a dichiarare lo stato di emergenza locale, per affrontare la situazione con un numero maggiore di mezzi messi a disposizione dal ministero dell’Ambiente. Due unità di supporto con attrezzature di recupero di tipo oceanico, dunque, sono state inviate da Livorno e Civitavecchia per supportare le due genovesi già operative. Il notevole dispiego di mezzi marini e terrestri, peraltro, sta facendo impennare i costi dell’intervento per la Iplom che, secondo fonti tecniche qualificate, potrebbero superare i 5 milioni di euro.
Le panne assorbenti poste alla foce del Polcevera, comunque, hanno retto e ieri non ci sono stati nuovi versamenti significativi in mare. Quelli avvenuti, però, nelle ore immediatamente successive alla rottura della tubazione hanno portato alla formazione di diverse chiazze di petrolio in mare - estese su un’area di 28 chilometri - che ieri pomeriggio si trovavano al largo del tratto tra Savona e Andora, spostandosi verso la Francia. I mezzi di contenimento dispiegati anche in mare hanno avvistato, in particolare, una chiazza compatta lunga 2 chilometri e larga mezzo.
In ogni caso, la commissione ambiente del Senato, fa sapere il presidente Giuseppe Marinello, convocherà al più presto «i vertici della società Iplom, il sindaco e gli assessori competenti di Genova e tutti coloro deputati alla salvaguardia del territorio ligure».
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-04-24/in-mare-50-tonnellate-petrolio-080229.shtml?uuid=ACzp3cED

domenica 24 aprile 2016

GENOVA: ORA AFFRONTIAMO L'EMERGENZA, POI ACCERTEREMO LE RESPONSABILITA'

"In questo momento la priorita' èèèèe' ègestire l'emergenza e impedire ulteriori danni ambientali ma fermo restando l'inchiesta dell'autorita' giudiziaria per evidenziare eventuali responsabilita' penali, la Commissione Ambiente del Senato convochera' al piu' presto i vertici della societa' Iplom, il sindaco e gli assessori competenti di Genova e tutti coloro deputati alla salvaguardia del territorio ligure, per verificare che effettivamente siano stati fatti tutti gli sforzi possibili per evitare un disastro che è sotto gli occhi di tutti. 
Ad affermarlo in una nota è il presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello.
"Domenica 17 aprile per lunghissimi 20 minuti il petrolio -rileva- ha continuato ad uscire dall'oleodotto della Iplom senza che nessuno intervenisse. Ora a quasi una settimana di distanza il greggio e'è arrivato in mare inquinando una delle zone di maggior pregio del Paese e a poco o nulla sono valsi gli sforzi effettuati per arginare la marea: ora interveniamo poi si valuteranno le responsabilita' di un danno gravissimo per il nostro eco sistema".

mercoledì 13 aprile 2016

PROTOCOLLO D'INTESA FRA IL CORPO FORESTALE E IL KKL



Questa mattina ho partecipato presso la Sede del Corpo Forestale alla cerimonia della firma del Protocollo d’Intesa tra il Keren Kayemeth LeIsrael (KKL) e il Corpo forestale dello Stato, allo scopo di promuovere nuove forme di raccordo e cooperazione nel campo della gestione e valorizzazione delle aree naturali protette, delle risorse ambientali e dell’applicazione delle convenzioni internazionali. Il Protocollo dispone nuove forme di collaborazione in ambito scientifico, tecnico e di pianificazione territoriale, progetti di ricerca per la salvaguardia di biodiversità e risorse forestali, oltre a programmi di formazione, educazione e organizzazione di eventi. L’accordo prevede progetti pilota relativi alla salvaguardia di aree protette o che rivestono un eminente valore ambientale mediante incontri di reciproca ospitalità. 

Erano presenti: 
Cesare Patrone - Comandante del Corpo Forestale 
Naon Gilon - Ambasciatore D'Israele in Italia 
Ing. Raffaele Sassun - Presidente Fondazione KKL Italia Onlus 
Barbara Degani - Sottosegretario Ministero Ambiente 

martedì 12 aprile 2016

NUOVE OPPORTUNITA' DI LAVORO NEL SETTORE BANCARIO

Nuove opportunità di lavoro in Sicilia nel settore bancario. Il gruppo Unicredit è infatti alla ricerca di varie figure professionali da inserire all’interno delle proprie filiali su tutto il territorio italiano. Le selezioni sono rivolte a laureati, laureandi e studenti anche senza esperienza, che devono ancora svolgere il tirocinio curriculare e che sono interessati ad un percorso di crescita professionale con concrete opportunità di carriera nel settore bancario in uno tra i primi istituti di credito italiani ed europei.

Numerose le offerte di lavoro disponibili all’interno del gruppo, che conta in Italia circa 4mila filiali. Si cercano giovani under 30 da inserire nei seguenti settori aziendali: area immobiliare; risorse umane; trading on line; vendite; legale; controllo di gestione; amministrazione e marketing. In Sicilia, nello specifico, le figure ricercate negli sportelli bancari del gruppo sono quelle di consulente di agenzia e di specialista nel supporto aziendale (“facility specialist”), che abbiano spirito di iniziativa oltre al desiderio di assumere delle responsabilità in prima persona.

L’azienda offre ai candidati selezionati una retribuzione fissa, in relazione alle mansioni ricoperte, al grado di responsabilità e all’esperienza dei collaboratori, ed una parte “variabile” che, invece, mira a riconoscere e premiare i risultati specifici ottenuti dai lavoratori. Per inviare la propria disponibilità e per consultare l’elenco delle figure professionali ricercate dal gruppo Unicredit, occorre accedere al sito web aziendale (www.unicredit.com) e inserire il proprio Cv nell’apposito form all’interno della sezione “Lavora con noi”.

http://livesicilia.it/2016/04/12/un-posto-in-banca-unicredit-apre-le-porte_737436/

sabato 2 aprile 2016

Intervento in Aula effettuato in occasione del voto sull'inchiesta sui riifuti

Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimiamo la nostra soddisfazione per il dibattito che oggi si sta svolgendo, perché non è sempre scontato che relazioni su temi così rilevanti da parte delle Commissioni d'inchiesta siano, poi, discusse in maniera così seria e approfondita dall'Assemblea. Nella fattispecie, il dibattito odierno consente una discussione ampia e una maggiore trasparenza rispetto a situazioni di per sé problematiche, gravi e complesse, che insistono, peraltro, su tutto il territorio nazionale.
L'obiettivo dell'Assemblea è sicuramente quello di cercare di porre, ancora di più, i riflettori su tali problematiche, per evitare che cadano nell'oblio e nelle lungaggini burocratiche. Pertanto, auspichiamo un'approvazione all'unanimità delle proposte di risoluzione, perché è di tutta evidenza che la tutela dell'ambiente non deve e non può conoscere divisioni politiche, ma unicamente la volontà comune di superare le criticità rilevate.
In sintesi, parlerò solo di alcuni aspetti, perché evidentemente condivido pienamente l'intervento testé fatto, in discussione generale, dal collega senatore Di Biagio.
Su Porto Marghera abbiamo visto, ad esempio, come il 5-6 per cento di lavori mancanti, rispetto al 95 per cento di lavori eseguiti, abbia un costo elevato (250 milioni di euro) e coinvolga, però, le aree più complesse, dove passano le sottostazioni. Siamo, quindi, in una situazione per cui, se non si interviene in maniera puntuale, precisa e soprattutto in tempi rapidi, si corre il rischio che anche il lavoro fatto si ammalori e che quei marginamenti realizzati non tengano più e, di fatto, non servano a nulla. Di conseguenza, vi è il rischio che lo scarso funzionamento delle strutture fin qui realizzate possa contribuire non a ridurre, ma addirittura ad aumentare il livello di inquinamento presente.
La situazione attuale è, dunque, di una delicatezza estrema e chiama tutti ad un senso di responsabilità, al di là delle colpe di chi non ha realizzato in maniera adeguata un'opera o un'altra. Il rischio, appunto, è che continui l'inquinamento e che si possa riaprire un contenzioso tra lo Stato e le imprese che hanno pagato, attraverso transazioni, il corrispettivo per addivenire all'emergenza delle bonifiche e questo rischio - lo sottolineo - è molto forte e fondato.
Inoltre, qualsiasi opera di reindustrializzazione venisse mai realizzata in quell'area (e ci sono tanti interessi manifestati, perché quella è un'area strategica, non solo per l'allocazione, ma anche per la sua naturale infrastrutturazione e per il naturale punto di approdo tra terra e mare), non può non considerare la bonifica e la messa in sicurezza quale necessaria premessa. Quindi, bonifica e messa in sicurezza rappresentano la premessa del rilancio di un'attività produttiva e vanno assolutamente considerate di pari passo.
Per quanto riguarda la bonifica dei poli chimici, il cosiddetto quadrilatero del Nord, che comprende, oltre a Porto Marghera, i siti di Mantova, Ravenna e Ferrara, dobbiamo ricordare che questo rappresenta il sito d'elezione della chimica italiana del Novecento: di quella chimica che ha dato risultati straordinari nel nostro Paese.
La maggiore criticità riscontrate nei vari siti di interesse nazionale è la presenza di numerosi procedimenti amministrativi. A volte le imprese adducono questa complessità come una impossibilità per poter procedere a bonificare o mettere in sicurezza; a volte il pubblico scarica le responsabilità dicendo che non ha i mezzi per poter fare controlli e interventi adeguati. Quindi, si tratta di normative che sicuramente necessitano ancora di essere perfezionate, anche se nel collegato ambientale, con l'approvazione di un nuovo schema delle transazioni finalizzate al ripristino ambientale, si è cercato di perseguire la logica delle semplificazioni. Parimenti importante è stata l'introduzione nel codice penale del reato di omessa bonifica, che sicuramente sarà una leva importante in mano alla magistratura per far rispettare i procedimenti in atto di messa in sicurezza e bonifica.
Non ultimo, anche l'approvazione definitiva da parte del Senato della legge sul riordino delle agenzie ambientali potrebbe favorire questo processo di semplificazione. Al di là delle peculiarità dei singoli siti, che vanno assolutamente considerate, emerge di fatto che le bonifiche sono fondamentali se si pensa che in questi siti, oggi tutti attivi, la chimica del nostro Paese possa avere ancora un futuro, e non soltanto la chimica tradizionale.
Versalis ha un centro di ricerca importante: un centro di eccellenza è a Ravenna e a Ferrara vi è il centro studi più importante per la produzione di poliolefine in Europa; a Mantova vi è un altro pezzo importante della ricerca di Versalis e vi sono anche siti che stanno guardando con un certo interesse a possibili investimenti sulla cosiddetta chimica verde.
Ricordiamo che tanti brevetti innovativi, legati al cosiddetto bio-based, cioè alla cosiddetta chimica verde, sono in realtà frutto della ricerca italiana. Speriamo tutti che il nostro dibattito serva anche da stimolo per affrontare una discussione in tal senso per far sì che il Governo scelga, nella maniera giusta e opportuna, la via per rilanciare questa importantissima branca dell'economia nazionale.
Per la prosecuzione delle attività di bonifica si richiede, dunque, non solo la destinazione di risorse economiche ma anche un ruolo attivo della parte pubblica, e mi riferisco in primo luogo del Ministero dell'ambiente, che evidentemente deve riappropriarsi delle proprie competenze, delle proprie specificità e del proprio ruolo nel perseguire non una logica meramente procedurale ma una logica di risultato, dimostrando la capacità di coniugare, nell'interlocuzione con gli enti territoriali e i soggetti privati, elevate competenze tecniche e giuridiche e soprattutto capacità di visione strategica condivisa.
Sulla questione del ciclo dei rifiuti in Liguria posso rifarmi agli interventi dei colleghi, ancora una volta del collega Di Biagio, ma sottoscrivo anche buona parte dell'intervento del collega Caleo. Le criticità riscontrate sono fondamentalmente due: le scelte impiantistiche non fatte nei tempi e nei modi opportuni e soprattutto la frammentazione della gestione. Tutto questo, considerando anche le difficoltà orografiche e le difficoltà dei trasporti in Liguria, fa sì che quella rappresenti di per sé un'emergenza nazionale, magari misconosciuta.
Si parla spesso di Meridione d'Italia, si parla spesso di Napoli, di Campania e di Sicilia, ma quella della Liguria è sicuramente una tematica sulla quale dobbiamo lavorare con maggiore incisività. Per non parlare, poi, delle grandi aree portuali che insistono in quella Regione, che costituiscono di per sé un punto di smistamento transfrontaliero di rifiuti non sempre leciti, anzi molto spesso addirittura illeciti, anche quando la regia di traffici illeciti si trova in altre parti del territorio nazionale: regia che evidentemente sceglie come porti di elezione probabilmente i porti della Liguria.
Bisogna anche accennare alla questione della demolizione della Costa Concordia: un'attività di demolizione che, in considerazione della sua elevata complessità, nonché dei possibili, potenziali impatti ambientali, è stata preventivamente sottoposta all'Autorizzazione integrata ambientale e fatta oggetto di monitoraggio e controllo da parte del personale della Capitaneria di porto di Genova. Il caso Concordia è un caso eclatante, ma non deve essere considerato un caso unico. Ogni anno venti navi di grandi dimensioni vengono abbandonate nei porti italiani, anche perché sono iscritte nei registri navali farlocchi di Paesi compiacenti, con l'impossibilità di risalire alla titolarità di quelle imbarcazioni. A queste si aggiungono altri 150 relitti di vario tonnellaggio e addirittura 30.000-31.000 imbarcazioni da diporto abbandonate; complessivamente, si tratta di ben 42.000 tonnellate di vetroresina. È un fenomeno rilevante, per il quale è ormai necessario provvedere con una specifica procedura di smantellamento dei relitti, salvaguardando l'ambiente e la sicurezza della navigazione.
Per concludere, signor Presidente, ci sono da sottolineare gli aspetti più rilevanti in tema di gestione dei rifiuti radioattivi in Italia. La criticità fondamentale risiede nella perdurante mancanza di un deposito nazionale ove collocare i rifiuti, oggi distribuiti in numerosi siti sparsi sul territorio nazionale, in massima parte addirittura nelle aree dove gli stessi rifiuti sono stati prodotti. Di certo non giova alla fattibilità dell'opera il prolungarsi dei tempi di attesa per la pubblicazione della proposta della Carta delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Deposito nazionale, soprattutto per l'effetto negativo che i successivi, ripetuti rinvii possono produrre sull'immagine di trasparenza del procedimento, condizione indispensabile, insieme alla credibilità degli attori, affinché l'opera possa essere realizzata in un clima di sufficiente accettazione da parte delle amministrazioni locali.
Signor Presidente, colleghi, sono tutte questioni estremamente rilevanti. È per questo che con il voto di oggi (ribadisco la speranza che si tratti di un voto unanime) il Senato dà a mio avviso un notevole contributo al dibattito su queste problematiche, con l'auspicio che il Governo voglia farsi parte diligente per promuovere delle politiche ambientali più forti e più decise.