venerdì 12 febbraio 2016

INTERVENTO AL SENATO SUL DDL CIRINNA'

576ª seduta pubblica - giovedı` 11 febbraio 2016
INTERVENTO SUL DDL CIRINNA'

Signor Presidente,
gia` da queste prime battute emergono le incongruenze del disegno di legge in questione. Disegno di legge che noi, evidentemente, con un atteggiamento non ostruzionistico, siamo intenzionati a modificare integralmente. Ribadisco che si tratta di un atteggiamento non ostruzionistico perche´ voglio ricordare a quest’Aula, alla Presidenza ma anche al Governo, molto attento agli interventi che si svolgono in Aula, che il Gruppo di Area Popolare aveva inizialmente presentato un foltissimo numero di emendamenti. Poi, apprezzando le richieste che venivano dagli altri partiti, e in particolare dal Partito Democratico, per sgombrare il campo dagli equivoci, ha ridotto sensibilmente il numero degli emendamenti presentati, riducendoli di oltre il 50 per cento. Lo voglio ricordare proprio per ribadire che, per quanto ci riguarda, noi non siamo su una posizione ostruzionistica. Ormai siamo arrivati a questo punto.
Non ci piace il testo, perche´ siamo convinti che siano stati violati regole e regolamenti. Non ci piace perche´ siamo fondamentalmente convinti dell’incostituzionalita` e delle numerose incongruenze contenute nel testo. Avevamo chiesto, ed ero intervenuto io per conto del Gruppo, di sospendere l’esame del provvedimento per un nuovo esame, seppur a tempi predefiniti, in Commissione giustizia. Oggi siamo a questo punto ed e` quindi giusto che l’Aula si confronti nel merito.
Nel confrontarsi nel merito, per passare subito al tema degli emendamenti all’articolo 1, devo subito dire che, per quanto ci riguarda, non soltanto l’articolo 1, ma tutti gli articoli dall’1 al 10 andrebbero a nostro avviso cassati. Un emendamento in tal senso, di cui sono anche sottoscrittore, esplicita questo concetto. E lo esplicita perche´ la nostra posizione e` sempre stata, coerentemente, quella di trovare una soluzione alla disciplina delle convivenze, sia eterosessuali sia omosessuali, stabilendo esattamente diritti e doveri, nei confronti dei terzi e della societa`, ma anche nei confronti di se stessi. Evidentemente, pero`, il nostro intendimento era – ed e` – quello di contrastare fortemente l’omologazione delle unioni civili con l’istituto del matrimonio e soprattutto con la configurazione della famiglia cosı` come stabilita all’articolo 29 della Costituzione. Su questa linea e su questa direttrice noi ci siamo mossi. E ci siamo mossi non soltanto in maniera ostativa, ma anche in maniera propositiva, tanto e` vero che il nostro Gruppo parlamentare ha presentato da tempo un disegno di legge, a prima firma del senatore Sacconi, che regolamenta interamente la questione. Per andare al merito dell’articolo 1, devo anche spiegare perche´ noi fondamentalmente non lo condividiamo. L’articolo 1 recita che: «Le disposizioni del presente Capo istituiscono l’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale».
Orbene, noi intendiamo innanzitutto sopprimere la definizione di unione civile come specifica formazione sociale, perche´ non comprendiamo la ratio dell’identificare l’unione civile quale formazione sociale specifica, in quanto essa puo` rientrare genericamente tra tutte le formazioni sociali tutelate e garantite dalla nostra Carta costituzionale, senza caratterizzazioni specifiche. Altri emendamenti presentati, sempre all’articolo 1, sottolineano come il testo del provvedimento debba mirare alla tutela dei diritti individuali e dei doveri dei due maggiorenni conviventi, indipendentemente dal fatto che essi siano eterosessuali o omosessuali. Ed e` questa la nostra corretta declinazione, tra l’altro ai sensi dell’articolo 3 della Carta costituzionale. Infatti, differenziare la tutela a seconda dell’orientamento sessuale puo` provocare una forma di discriminazione indiretta degli eterosessuali conviventi. Si pone oltretutto l’accento sui diritti dell’individuo e non della coppia. Nella concezione storico-liberista esiste l’individuo quale portatore di interessi e non la coppia o la societa`. Altri emendamenti da noi presentati all’articolo 1 specificano che il presupposto necessario alla costituzione della nuova formazione sociale sia il perdurare della convivenza, che duri stabilmente da almeno qualche anno, soprattutto in presenza di figli comuni. Cio`, tra l’altro, permetterebbe di evitare la costituzione di unioni civili di comodo, fittizie e con intenti di mero opportunismo, cosa che peraltro non e` nuova nel nostro Paese e che chi ha studiato la letteratura del Novecento sa essere rappresentata nella bellissima commedia di Pirandello «Pensaci, Giacomino!». Questa e` la nostra posizione, che e` strettamente costruttiva. Approfittando dei tempi del mio intervento, desidero rivolgermi a tutta l’Assemblea, ma in particolare ai senatori del Partito Democratico. Quando si fa parte di una maggioranza e, soprattutto, quando si guida un Paese, si ha l’interesse a cercare i punti di unita` e mai i punti o le situazioni divisive. Il crinale che oggi state percorrendo e` scivoloso, pericolosissimo e punta assolutamente alla divisione. Per quanto riguarda il Gruppo Area Popolare (NCD-UDC), abbiamo presentato delle proposte concrete che possono dare risposte a tutte le coppie etero ed omosessuali (facciamo questo non solo nel dibattito politico, ma anche attraverso la presentazione di emendamenti). Tuttavia, per quanto ci riguarda, alcuni punti rappresentano dei limiti invalicabili: mi riferisco all’omologazione con l’istituto della famiglia e alla questione dell’adottabilita` dei figli, con tutte le conseguenze che ne derivano. Non vogliamo sottrarci al tema delle adozioni, ma riteniamo che il campo proprio sia quello di una modifica integrale alla normativa sulle adozioni. Poiche´ c’e` ancora un margine di tempo e di riflessione, cerchiamo di approfittarne per trovare dei punti che possano essere condivisi e concorrere alla formazione di una legge che dia delle risposte che i singoli individui – forse anche la societa`, non lo metto in discussione – aspettano e che non miri a qualcos’altro.
Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. Cio` che temiamo e` che l’intento di una parte del Partito Democratico e dell’Assemblea sia assolutamente diverso e il dibattito che nelle ultime settimane si e` animato sui mezzi di informazione e sulle televisioni lo sta a dimostrare. Evidentemente c’e` l’intento di una parte assolutamente minoritaria nel Paese di utilizzare questo provvedimento come un grimaldello per arrivare all’istituzione di nuovi modelli ed esempi familiari e alla costruzione di un uomo nuovo che non abbia nella sua genesi un padre e una madre. Credo che tutti i parlamentari abbiano oggi ricevuto una lettera molto accorata, ma molto puntuale e fatta bene, dell’Associazione di genitori e amici di persone omosessuali (AGAPO), che specifica esattamente questo. Abbiamo anche letto gli articoli apparsi oggi sui giornali. In particolare, vi e` un articolo apparso sulla prima pagina del quotidiano «Libero», a firma di Maurizio Belpietro. Io personalmente non amo parlare dei casi particolari e che riguardano i singoli, perche´, essendo di matrice e cultura cattolica, non condivido l’errore – sono pronto a combattere contro l’errore – ma ho un atteggiamento diverso nei confronti di chi, dal mio punto di vista, sbaglia. Questo e` assolutamente comprensibile. Il problema non e` soltanto dei giornalisti che oggi fanno emergere determinate situazioni particolari, ma soprattutto di chi si e` sovraesposto, magari perche´ mosso da un interesse particolare. Signor Presidente, il tema e` assolutamente delicato e puo` essere divisivo. Una soluzione poteva anche risiedere nell’essere piu` di manica larga nell’interpretare i nostri Regolamenti e in maniera corretta. Faccio carico a lei, presidente Calderoli, di parlare con il Presidente del Senato per riprendere il percorso dei voti segreti, che su una materia cosı` delicata e di coscienza potrebbero consentire di trovare una strada ed un percorso di maggiore condivisione. Ahime`, cosı` non e` stato.
Non voglio scomodare Manzoni e don Abbondio, non voglio nemmeno scomodare Pilato, del quale peraltro ho gia` parlato nel mio intervento in sede di discussione generale, ma purtroppo – e lo dico questa volta non da senatore ma da siciliano e con una punta di dispiacere – sono costretto a condividere (e non volevo farlo) il pensiero ed il giudizio di Pietrangelo Buttafuoco sull’attuale nostro Presidente del Senato.
Voglio astenermi dal leggere il capitolo che dedica al presidente Grasso Pietrangelo Buttafuoco in «Buttanissima Sicilia» ma, evidentemente con il cuore che mi gronda di sangue, sono costretto questa volta a dire che, ahime`, forse Pietrangelo Buttafuoco ha ragione. (Presidente, vedo che lei non lo ha letto, sara` mia cura regalarle il libro, se non si offende. Il libro e` a disposizione anche via Internet, per cui potete leggerlo). Signor Presidente, si faccia interprete di questo messaggio e lo trasmetta al Presidente del Senato, affinche´ il Presidente Grasso non solo utilizzi le sue prerogative ma esalti il suo ruolo, che e` quello di cercare la giusta mediazione nei tempi, nei modi e, perche´ no, anche nel contenuto. Questo e`, dal mio punto di vista, il ruolo che corrisponde alla parola «arbitro».
I Presidenti del Senato di un tempo, penso a Spadolini e a tanti altri, su questioni assolutamente spinose e particolari non si sarebbero limitati a fare i notai di qualcosa deciso da altri, ne´ avrebbero affidato ai Capigruppo, ancorche´ di maggioranza, le mediazioni, ne´ sui tempi, ne´ sui modi. Credo che questa sia non solo una violazione delle regole del gioco e della prassi, ma anche una brutta pagina e non soltanto per le persone ma altresı` per le istituzioni in generale

giovedì 11 febbraio 2016

NEL DDL CIRINNA' CI SONO LIMITI INVALICABILI

Sul ddl Cirinna' ci sono alcuni punti che rappresentano dei limiti invalicabili: mi riferisco all'omologazione con l'istituto della famiglia e alla questione dell'adottabilita' dei figli, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Non vogliamo sottrarci al tema delle adozioni, ma riteniamo che il campo proprio sia quello di una modifica integrale alla normativa sulle adozioni.
Il Gruppo di Area Popolare, aveva inizialmente presentato un foltissimo numero di emendamenti. Poi, alla luce delle richieste che venivano dagli altri partiti, e in particolare dal Partito Democratico, per sgombrare il campo dagli equivoci, ha ridotto sensibilmente il numero degli emendamenti presentati, riducendoli di oltre il 50%.
 Lo voglio ricordare proprio per ribadire che, per quanto ci riguarda, noi non siamo su una posizione ostruzionistica. Quando si fa parte di una maggioranza e, soprattutto, quando si guida un Paese, si ha l'interesse a cercare i punti di unita' e mai i punti o le situazioni divisive.
Il Pd ora si assuma le sue responsabilita'. Il crinale che si sta percorrendo e' scivoloso, pericolosissimo e punta assolutamente alla divisione.
 Poiche' c'e' ancora un margine di tempo e di riflessione, cerchiamo di approfittarne per trovare dei punti che possano essere condivisi e concorrere alla formazione di una legge che dia delle risposte che i singoli individui - forse anche la societa', non lo metto in discussione - aspettano e che non miri a qualcos'altro".

giovedì 4 febbraio 2016

PER LA CIRINNA' I CANI E I GATTI HANNO PIU' TUTELE DEI BAMBINI

 "Il regolamento del Comune di Roma dispone che e' vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario. Una disposizione introdotta dall'allora delegata del sindaco alle politiche sui diritti degli animali, Monica Cirinna'.
Prendo atto che grazie al ddl sulle unioni civili che adesso stiamo discutendo in Aula la citta' di Roma da' piu' tutele ai cuccioli di cani e di gatti di quanto ne garantisca ai cuccioli d'uomo".
"La relatrice Cirinna' non ha di fatto relazionato sul testo di legge ne' sulle conseguenze ne' sugli scenari derivanti qualora il testo fosse approvato cosi'. Si e' limitata ad esporre una sua personale visione cercando di sollecitare una distorta umana pieta' paventando l'esistenza di una apartheid sessuale secondo la stessa presente in molte coppie omosessuali. L'obiettivo e' quello di individuare per le cosiddette unioni civili un regime identico a quello matrimoniale. Una sovrapposizione che contrasta con la Costituzione, che tratta in modo specifico la famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio, distinguendola dalle altre formazioni sociali".
Sotto accusa "il diritto, che non esiste, a tutti i costi ad avere un figlio. Il vero unico diritto da tutelare e' quello di tutti i bambini ad avere un padre e una madre". Nessuna equiparazione, quindi, tra unioni civili e matrimonio ma anche "l'ipotesi ventilata del c.d. "affido rafforzato", cioe' la trasformazione dell'affido in una adozione rispetto alla quale il decorso del tempo puo' far giungere a una sistemazione definitiva nella "famiglia" di destinazione.
Affido e adozione rispondono infatti a logiche differenti, avendo avuto finora entrambi come riferimento l'interesse del minore, variabile a seconda della situazione di partenza". Ma netta contrarieta' anche verso la pratica dell'utero in affitto che e' una delle forme contemporanee di sfruttamento e di umiliazione della donna piu' gravi, ostile a quel rispetto della persona che e' cardine del nostro ordinamento.
Sfruttamento, neo prostituzione, neo schiavitu' del corpo della donna, del ricco nei confronti del povero, del piu' forte nei confronti del piu' debole. Un'idea proprietaria della vita che distrugge il concetto stesso di procreazione svilendolo ad una produzione". Da qui la considerazione finale che "il Parlamento e' a un bivio approvare una pessima legge che produrra' guasti alla societa' e che tra l'altro sara' demolita dalla Corte Costituzionale oppure aprire un serio dibattito al fine di riconoscere diritti e garanzie alle coppie di conviventi etero ed omosessuali.
E su questo terreno vi ha sfidato con la sua proposta il leader di Area Popolare - NCD Angelino Alfano con l'ipotesi di stralcio dell'articolo 5, con l'impegno di trattare l'argomento delle adozioni nell'ambito proprio cioe' quello del restyling della legge sulle adozione, l'eliminazione di tutti i richiami al Codice Civile che equiparano le unioni civili al matrimonio, e riconoscere la pratica dell'utero in affitto come reato universale.
Auspichiamo una seria riflessione da parte dei colleghi del PD, assicurando in cambio una buona legge che potrebbe avere il nostro voto favorevole".
(tratto dall'intervento in aula sul ddl Cirinnà)

martedì 2 febbraio 2016

RIFIUTI: VEDIAMO COSA DICE IL WEB ALLE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La Commissione Ambiente del Senato, presieduta dal senatore Giuseppe Marinello, ha deciso di avviare "una consultazione pubblica per acquisire informazioni e valutazioni delle parti interessate al pacchetto di misure sull'economia circolare, presentato dalla Commissione europea il 2 dicembre scorso". "Con l'espressione "economia circolare" - spiega Marinello in una nota - Bruxelles indica un modello produttivo nel quale le risorse vengono utilizzate da imprese e consumatori in modo sostenibile, mantenendo quanto più a lungo possibile il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse e riducendo al minimo la produzione dei rifiuti. Il pacchetto è composto da una Comunicazione e da quattro proposte per la revisione di direttive già in vigore".
 "L'iniziativa della Commissione Ambiente del Senato - aggiunge - è aperta a tutti coloro, cittadini, autorità, imprese, Università, centri di ricerca, che desiderano partecipare al processo decisionale europeo con osservazioni sul merito delle proposte legislative".
 "I contributi - inviati all'indirizzo di posta elettronica economiacircolare@senato.it - saranno presi in considerazione ai fini dell'elaborazione del parere da trasmettere alla Commissione europea nel quadro del dialogo politico. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 1 aprile 2016.

Tutta la documentazione è disponibile nel sito www.senato.it.

Nel mese di maggio la Commissione Ambiente organizzerà una conferenza per discutere gli esiti della consultazione", conclude il senatore.

MEDAGLIA AL MERITO DIPLOMATICO CONFERITAMI DALLA REPUBBLICA DI TAIWAN

Sono fiero e orgoglioso di condividere con voi questa gioia.  Medaglia al merito diplomatico conferitami dal Ministro degli Affari Esteri...