giovedì 18 luglio 2013

GIRGENTI ACQUE: FARE CHIAREZZA SU MOLTI PUNTI

Ai Ministri dell'interno, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che:
la Girgenti acque SpA serve 27 comuni della provincia di Agrigento, in forza della convenzione con l'autorità d'ambito territoriale ottimale (ATO) Agrigento 9, occupandosi dell'intera catena del ciclo idrico sull'intera provincia (captazione, adduzione, distribuzione idrica, fognatura e depurazione dei reflui);
l'amministratore delegato della Girgenti acque SpA, Carmelo Salamone, si è dimesso dall'incarico e da componente del consiglio di amministrazione della stessa società, denunciando diffuse irregolarità gestionali;
in particolare, l'ex amministratore delegato ha denunciato la presenza in bilancio di una ingiustificata spesa del personale dipendente assunto in violazione delle procedure previste dal consiglio di amministrazione, che aveva attribuito una delega specifica allo stesso amministratore delegato, il cui parere non è stato però considerato al momento delle assunzioni;
risulterebbe inoltre una distrazione delle risorse materiali e del personale dipendente realizzata anche con la creazione di una società partecipata dalla Girgenti Acque SpA (la New-Co Srl) a cui sono stati affidati diversi servizi al fine di eludere il dettato statutario della stessa Girgenti acque, che prevede che i servizi e le attività devono essere realizzati dai soci e solo dopo rinunzia di questi, possono essere affidati a terzi previo esperimento di procedure di gara;
la Girgenti acque SpA e la New-Co Srl sembrerebbero essere il serbatoio dei dipendenti del gruppo Campione, socio di maggioranza assoluta della Girgenti acque SpA, che così alleggerisce i propri costi di gestione, ribaltando su questa società i costi relativi al personale già alle proprie dipendenze, che comunque continua a lavorare in favore del gruppo;
la conseguenza è che le tariffe idriche risultano aggravate da tale incauta amministrazione e la cattiva gestione del personale finisce per gravare sugli utenti con una bolletta dell'acqua più costosa;
analoghe anomalie risultano nella rappresentazione dei dati di bilancio con particolare riferimento ai crediti risultanti dall'ultimo bilancio approvato, quantificati in oltre 49 milioni di euro, che costituiscono una componente attiva fittizia poiché non si tiene conto del valore di recupero che potrà essere effettivamente realizzato;
la Girgenti acque SpA ha peraltro disposto recentemente un ulteriore incremento tariffario del 10 per cento aggravando la situazione dei bilanci delle famiglie agrigentine. Gli aumenti adottati conseguono ad una deliberazione del commissario straordinario dell'ATO AG 9, la cui legittimità è stata contestata da alcuni sindaci della provincia di Agrigento poiché l'aumento tariffario doveva essere subordinato al trasferimento delle reti idriche dei comuni ricompresi nella stessa ATO;
l'esosità della bolletta idrica ha già prodotto diversi preoccupanti episodi di insofferenza con pregiudizio dell'ordine pubblico, come nel caso degli incidenti recentemente avvenuti a Sambuca di Sicilia tra gli operatori del servizio idrico e la popolazione locale, che hanno richiesto l'intervento dell'Arma dei Carabinieri;
analoghe situazioni potenzialmente pregiudizievoli dell'ordine pubblico si sono verificate nel Comune di Sciacca presso gli sportelli della Girgenti acque SpA, con file interminabili di utenti esasperati che manifestavano malcontento per bollette e cartelle esattoriali contenenti errori, irregolarità ed importi sbagliati. In tale contesto l'amministrazione comunale di Sciacca ha diffidato l'ATO AG9 e la Girgenti acque a interrompere ogni operazione connessa all'aumento delle tariffe idriche, dopo aver intrapreso le iniziative finalizzate alla revoca della delibera sul ricalcolo tariffario dei consumi idrici. La stessa amministrazione comunale ha inoltre sollecitato la Regione Siciliana ad affrontare tempestivamente la situazione ponendo in essere le attività di propria competenza tese a risolvere l'attuale disagio che incombe sulla collettività interessata;
la situazione è aggravata infine da una qualità sempre più scadente del servizio di depurazione dei reflui reso dalla Girgenti acque, come risulta dal peggioramento della qualità delle acque del mare di San Leone che appare sempre più sporco ed inquinato,
si chiede di sapere:
quali siano gli interventi che nei rispettivi ambiti di competenza i Ministri di indirizzo intendano adottare al fine di contenere e prevenire le situazioni di disordine pubblico generate dalla collettività esasperata;
se siano stati già posti in essere i controlli ambientali volti a riscontrare l'effettività ed i livelli qualitativi dei servizi di depurazione dei reflui idrici per verificare i livelli di servizio erogato dalla Girgenti acque SpA, anche con riferimento alle condizioni del mare in località San Leone.



martedì 16 luglio 2013

GREEN ECONOMY: UNA GRANDE OPPORTUNITA' PER IL PAESE

Per il presidente della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Francesco Marinello, “Senz’altro la green economy rappresenta una grande opportunità per il Paese, ma non basta”. Secondo Marinello, “Bisogna creare al più presto un tavolo di confronto che verta sulle semplificazioni in senso ampio”. Il presidente della commissione Ambiente del Senato ha osservato, inoltre, che “Semplificare vuol dire prima di tutto non fare attendere a cittadini e imprese anni prima di ottenere una risposta, per esempio finalizzata alla nascita di un’attività. Ma significa anche dare certezze sui tempi degli iter procedurali e sulle modalità interpretative delle norme, che devono essere omogenee su tutto il territorio nazionale”. Quanto agli incentivi, “Devono innescare un sistema virtuoso – ha concluso Marinello – e non assomigliare a delle elargizioni”.
“Ai problemi inediti che questa crisi terribile sta ponendo a tutti bisogna trovare risposte inedite. E la sostenibilità, l’innovazione, la green economy rappresentano sicuramente risposte inedite”. Lo ha affermato Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Cna, aprendo il convegno “Green economy e crescita. Nuova economia e sviluppo sostenibile” che si è tenuto nella sede della Confederazione. Il convegno, concluso dal presidente della Cna e di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, ha visto la partecipazione dei presidenti della commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Francesco Marinello, e della Camera, Ermete Realacci, del direttore della fondazione “Sviluppo sostenibile”, Raimondo Orsini, e del responsabile dipartimento Ambiente e Competitività della Cna, Tommaso Campanile. Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, parlando del Sistri, ha annunciato che una parte significativa delle perplessità e delle indicazioni emerse dal mondo artigiano potrà essere accolta e che “entro fine luglio si arriverà a una proposta". 

venerdì 12 luglio 2013

AGGRESSIONE GIUDIZIARIA SU BERLUSCONI

E’ fin troppo evidente come i modi e i tempi assunti e scanditi dall’autorità giudiziaria nell’aggressione a Silvio Berlusconi non siano figlie soltanto di pregiudizio e malafede, ma di ben altro disegno.
La verità è che in questo Paese non si è perso il vizio di tentare di riscrivere la storia utilizzando la leva giudiziaria. E’ già accaduto nel passato per la Democrazia Cristiana e per il Partito Socialista, oggi attraverso Silvio Berlusconi per Forza Italia e per il PDL.
La verità è che criminalizzando Berlusconi si vogliono condannare vent’anni di storia italiana, un’intera classe dirigente, un’intera area politico-culturale di riferimento sino a ad arrivare ad ogni singolo elettore moderato.
Un’operazione di tale portata ha una valenza terribile, caratterizzata da un forte messaggio dal sapore intimidatorio, da assumere ad esempio a futura memoria, sino quasi alla pulizia etnica nei confronti delle ragioni della dignità e del legittimo orgoglio di milioni e milioni di italiani.
Il tutto, in un Paese in cui un Ordine dello Stato in maniera quasi eversiva si è fatto Potere, un Potere abusivo, auto-cefalo, auto-referenziale, fortemente preoccupato di un eventuale momento di pacificazione politica (rappresentato peraltro dall’alleanza che sostiene il Governo Letta) che affronti tra le emergenze del nostro Paese la questione Giustizia e la questione inerente l’equilibrio fra gli Ordini dello Stato, e che quindi tenta disperatamente di minare il terreno del confronto e della mediazione non esitando nemmeno il ricorso ad atti quasi eversivi.
Ritorneremo su questi argomenti confrontandoci con la nostra classe dirigente e con i nostri elettori, consapevoli che oggi è in pericolo la libertà del Paese e delle generazioni che verranno.

martedì 9 luglio 2013

INTERVISTA A ANSA.IT SULLA GESTIONE RIFIUTI

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INTERVISTA A ANSA.IT SUL PROBLEMA RIFIUTI

"Ho deciso di avviare un'indagine conoscitiva sulle problematiche relative alla produzione e alla gestione dei rifiuti". Cosi' Giuseppe Marinello, presidente della commissione Ambiente del Senato, commentando i dati contenuti nel Rapporto annuale Comieco presentato oggi.
"Nonostante la crisi economica nazionale si continua ad assistere ad un trend positivo di crescita in termini percentuali di materiale raccolto e riciclato- sottolinea Marinello purtroppo pero' l'Italia per quanto riguarda la raccolta differenziata viaggia ancora a due velocita': le regioni del Sud faticano ad andare a regime e su questo il Comieco e tutti i Consorzi di filiera dovranno investire di piu'".
L'obiettivo "e' ottimizzare al meglio le procedure operative e normative rivedendo anche, ove necessita, una semplificazione legislativa, per questo motivo- conclude il presidente della commissione Ambiente del Senato- ho deciso di avviare un'indagine conoscitiva sul ciclo e la gestione dei rifiuti per approfondire
gli aspetti normativi che gli operatori del settore ci hanno segnalato nell'incontro di oggi".

lunedì 8 luglio 2013

INCONTRO COL PRESIDENTE DI COLDIRETTI

Si e' svolta al palalottomatica, l'assemblea generale della Coldiretti dove il presidente della commissione ambiente del Senato Giuseppe Marinello ha incontrato il presidente Sergio Marini, che  ha preso la parola esponendo la sua relazione. "non ho chiesto un euro a nessuno, ho chiesto solo il coraggio di andare controcorrente, di fare i cambiamenti veri, di avere una visione, di crederci e di scommetterci cosi' come ha fatto la coldiretti, anzi, cosi' come hanno fatto gli agricoltori italiani. Sostenete, non con soldi ma con politiche vere, chi ha avuto questo coraggio", e' stato l'appello lanciato dal presidente alla politica, accolto in pieno dal senatore Marinello. 

giovedì 4 luglio 2013

PETROLIO E AMBIENTE: NUOVE SFIDE E NUOVE REGOLE

Petrolio offshore, nuove regole e prossime sfide

03 - 07 - 2013Tommaso Tetro
Petrolio offshore, nuove regole e prossime sfide
Attenzione alla tutela ambientale, maggiore chiarezza di regole, più coinvolgimento delle popolazioni locali, analisi costi-benefici, senza dimenticare la dimensione internazionale. Questi i principali motivi che hanno spinto la commissione Ambiente di Palazzo Madama ad avviare una serie di audizioni per approfondire, ed eventualmente riscrivere, i comportamenti del nostro Paese sulle ‘problematiche ambientali connesse alla prospezione, ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi in mare, con particolare riferimento alle conseguenze sulle coste nazionali’.
Si tratta, ha spiegato il presidente della commissione Giuseppe Marinello in una conversazione a margine della prima seduta, di “un’indagine preliminare che servirà a dare ordine alla vicenda legata alle perforazioni petrolifere off-shore. Sentiremo tutti i soggetti coinvolti, dal turismo alla pesca al settore petrolifero”. Alla fine “di questo percorso, in una ventina di giorni, arriveremo all’elaborazione di una risoluzione in commissione che potrà andare in Aula”, anche nella veste di “mozione” per impegnare il governo.
La mozione
Del resto a fine giugno una mozione era stata già presentata al Senato, curata proprio da Marinello (in concomitanza ce n’era stata anche un’altra, del M5s su Ombrina a Chieti). In quell’occasione, il senatore del Pdl, aveva messo a fuoco otto punti, su cui chiedeva al governo di prendere una posizione. Tra questi, alcuni aspetti assumono una rilevante importanza alla luce della tutela ambientale e degli impatti sulle popolazioni che vivono sulle coste vicino alle piattaforme: “Rivedere la disciplina” – introdotta dall’art. 35 del decreto Sviluppo dell’ex ministro Corrado Passera (n.83 del 2012, legge n.134) – che “consente di recuperare le vecchie istanze di perforazione dei fondali marini; ‘stabilire in maniera univoca che il parere degli enti locali sulle installazioni sia acquisito e vagliato nell’ambito del procedimento Valutazione di impatto ambientale (Via)”; e per esempio “reperire le risorse per finanziare le attività di decomissioning delle piattaforme”, oppure “innalzare le royalties sulle attività estrattive e sulle concessioni di coltivazioni in mare” per le compagnie petrolifere; ed ancora coinvolgere l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia (Ingv) e il Cnr nelle fasi di istruttoria.
L’audizione di Lagambiente
La prima audizione è toccata a Legambiente, che al petrolio offshore ha dedicato diversi report. Il vicepresidente dell’associazione, Stefano Ciafani, ha subito messo in chiaro che “un rilancio delle attività estrattive in Italia sarebbe inutile”. Principalmente perché – ha proseguito – ”secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico nei nostri fondali marini ci sono 10,3 milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe” che, ”stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. E anche attingendo al petrolio nel sottosuolo il totale delle riserve certe verrebbe consumato in 13 mesi”. Nel 2011 – ha rilevato Ciafani – ”in  Italia sono stati estratti 5,3 milioni di tonnellate di petrolio, di cui 640 mila tonnellate dai fondali marini delle piattaforme marine di estrazione attive in Adriatico e Canale di Sicilia”. Secondo il vicepresidente di Legambiente ”i numeri sono destinati ad aumentare” guardando alla Strategia energetica nazionale (Sen): le cinque zone a maggior potenziale sono considerate la Valle Padana, l’Alto Adriatico, l’Abruzzo, la Basilicata e il Canale di Sicilia. Tenendo in considerazione soltanto il petrolio offshore – ha ricordato Legambiente – “in base alle istanze di ricerca, prospezione e coltivazione in corso di valutazione e autorizzazione, si rischia la realizzazione di almeno 70 piattaforme di estrazione di petrolio per un totale di 29.700 kmq”. Poi, anche Ciafani ha tenuto a ricordare il decreto Sviluppo, in particolare chiedendo ”l’abrogazione” dell’art.35, mantenendo però “il meccanismo di finanziamento delle attività di sorveglianza e pronto intervento ambientale”.
Gli interrogativi di Marinello
Il senatore del Pdl Marinello non ha nascosto anche l’idea, o quantomeno l’ipotesi, che la risoluzione prodotta dalla commissione possa avere poi uno sbocco legislativo, magari potrebbe esser inserita in un ddl “non appena si parlerà di energia, piuttosto che di sistemi industriali o di liberalizzazioni”. I numeri sulle riserve di petrolio fanno sì che Marinello si ponga un interrogativo, e cioè se non sia il caso di fare ”un’analisi più accurata dei costi e dei benefici” dell’operazione, anche perché “la qualità degli idrocarburi è ritenuta scadente, cosa che comporta un aumento delle lavorazioni che il prodotto deve subire con maggiori impatti economici ed ambientali”. E, naturalmente, non va dimenticata la posizione del nostro Paese, in mezzo nel Mediterraneo. Il che significa che se anche noi non dovessimo far nulla non è detto che dall’altra parte del canale di Sicilia la pensino allo stesso modo (vedi Libia, Tunisia, Marocco, Algeria). “La questione è aperta – ha osservato Marinello – è necessaria una comune strategia con tutti gli altri Paesi del Mediterraneo, per una severissima regolazione dello sfruttamento dei giacimenti sottomarini di idrocarburi liquidi su tutto il bacino”.

martedì 2 luglio 2013

TRIVELLAZIONI: STILATO IL CALENDARIO DELLE AUDIZIONI


Stilato il calendario delle audizioni riguardanti “le problematiche ambientali connesse alla prospezione, ricerca, coltivazione ed estrazione di idrocarburi liquidi in mare”.
Iniziano  martedì 2 luglio con i rappresentanti delle associzioni nazionali ambientaliste: Greenpeace, WWF, Legambiente, Marevivo e FareAmbiente, Mercoledì 3 luglio sarà la volta dei rappresentanti di Confcommercio, UnionCamere, rappresentanti dell'ISPRA, dell'Istituto Nazionale di Vulcanologia, del CNR e del Presidente del consorzio di bonifico del delta del PO. Poi due giorni in cui saranno ascoltati esperti del settore. Intanto, martedì scorso, 25 giugno, è stata presentata una mozione di indirizzo a firma dello stesso Marinello insieme ai colleghi D'Alì, Bruno, De Siano, Iurlaro, Mancuso, Piccoli e Zizza in cui si evidenziava che l'attività di esplorazione, finalizzata alla scoperta di giacimenti petroliferi e di idrocarburi comporta inevitabilmente operazioni invasive dei fondali e degli ambienti marini e che rimane sempre sospesa la minaccia che un terremoto in mare possa danneggiare le piattaforme utilizzate per le attività di ricerca e di estrazione con episodi di inquinamento difficili da controllare.
Da queste considerazioni risulta evidente, si legge, l'assoluta inopportunità a proseguire o ad autorizzare nuove trivellazioni nella zona

MEDAGLIA AL MERITO DIPLOMATICO CONFERITAMI DALLA REPUBBLICA DI TAIWAN

Sono fiero e orgoglioso di condividere con voi questa gioia.  Medaglia al merito diplomatico conferitami dal Ministro degli Affari Esteri...