sabato 4 giugno 2011

INTERVISTA PUBBLICATA SU "IL CORRIERE DI SCIACCA"

Lei è vice presidente della commissione Bilancio, qual è la sua opinione sul livello di conflittualità che oggi sta attraversando la politica e che sembra condannare il Paese ad eterne polemiche senza mai disegnare serie prospettive?
Questa è una domanda che meriterebbe un convegno. Vede, quest’anno stiamo festeggiando il 150esimo dell’unità d’Italia, eppure nell’ufficialità delle celebrazioni stiamo parlando di tutto senza interrogarci seriamente sulle condizioni e contraddizioni che determinarono quel processo. All’epoca il processo unitario si compì senza affrontare, e quindi senza risolvere, tre questioni fondamentali: la questione cattolica, la questione federalista e quella meridionale. Tutte presenti nel nostro vissuto e che non hanno trovato ancora una definizione. L’altra grande problematica inevasa è il definitivo superamento del ventennio fascista con la sua storicizzazione, ed un conseguente civile e sereno dibattito sul periodo della resistenza e sulla presenza dei comunisti in Italia. Conseguentemente occorre analizzare seriamente e con pacatezza questi Temi riuscendo a discutere con serenità su alcune ipotesi di riforma della Costituzione che, per quanto mi riguarda, è sicuramente ancor valida nei valori propugnati, ma oggi necessita di una rivisitazione. Quanto sopra consentirebbe al Paese di poter affrontare con nuovo slancio e con maggiore dinamismo le sfide di un sistema globale sempre in più rapida evoluzione, e da qui ripartire per affrontare i nodi strutturali che oggi bloccano il nostro Paese e ne impediscono una seria crescita.

Lei è anche componente della commissione nazionale antimafia. Che impressione si è fatto di questa sua esperienza?
L’esperienza è sicuramente interessante perché dopo oltre un decennio di continue cortine fumogene, depistaggi, e squallidi tentativi di speculazione politica, cominciamo ad avere dei punti fermi sul periodo delle stragi di mafia e la “cosiddetta trattativa”. Oggi i fatti ci dicono che se trattativa ci fu tra organizzazione criminale e apparati dello Stato deviati questa è avvenuta in un periodo ben preciso in cui Presidente della Repubblica era Oscar Luigi Scalfaro, capo del Governo Azeglio Ciampi, Ministro dell’Interno Nicola Mancino e Ministro della Giustizia il professor Giovanni Conso a cui peraltro si ascrive il mancato rinnovo di centinaia di 41bis. Responsabile all’epoca del Dap il dottor Capriotti fortemente voluto dallo stesso Scalfaro. Questi fatti fissano dei punti fermi e da questo ne deriva che gran parte delle speculazioni politiche
alimentate dalla sinistra e dai professionisti dell’antimafia sono miseramente naufragate. Credo sia arrivato il momento per sgombrare il campo da menzogne e luoghi comuni. La verità è che gli imponenti risultati raggiunti in questi ultimi anni nell’attività di contrasto sono dovuti all’impianto legislativo che i nostri Governi, e le maggioranze che li hanno sostenuti, hanno fortemente voluto. A fronte dell’antimafia delle parole e dei convegni, noi abbiamo prodotto provvedimenti che hanno inasprito il 41bis, che rendono impossibile la comunicazione fra i mafiosi detenuti e il mondo esterno, che riescono ad aggredire con maggiore incisività i patrimoni illeciti perseguendoli anche al di là della morte dei rei, e provvedimenti che istituiscono un fondo che consente di utilizzare le risorse illecitamente accumulate dalla malavita al fine di combattere meglio al criminalità organizzata. In una sola frase, ai nostri avversari abbiamo lasciato le parole che spesso hanno trasformato in calunnie, noi stiamo operando con fatti concreti.

Andiamo alla politica siciliana. Il governo Lombardo si regge sulla coalizione che vede insieme il Pd, l’Udc, l’Api e il Fli. Siamo al superamento degli steccati politici o di fronte ad una ricerca di poltrone?

In realtà siamo di fronte ad un ennesimo becero trasformismo che mortifica il mandato popolare, determinato da una spasmodica sete di potere e di poltrone che vede accomunati una serie di soggetti che hanno abdicato a una dialettica politica basata sulla democrazia e sul consenso. In più, è il caso di sottolineare il vergognoso comportamento del Pd che, incapace di vincere le elezioni, si è prestato allo squallido gioco di Lombardo commettendo peraltro il medesimo errore del partito comunista siciliano ai tempi del governo Milazzo e che poi si tradusse nella marginalizzazione per più di 40 anni dello stesso partito comunista e dei suoi eredi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il peggior governo che i siciliani hanno mai avuto caratterizzato da una stasi politico-burocratico-amministrativa senza precedenti.

Secondo lei, il progetto meridionalista di Lombardo è fallito? E cosa ne pensa di tutti questi partiti e partitini che nascono con lo stesso scopo? Mi riferisco a Forza del sud, Sicilia Vera.


Il fallimento di Lombardo e del suo progetto è sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda la ridda di partiti e partitini sedicenti autonomisti, trattasi di espedienti al fine di garantire sopravvivenza a qualche capo e capetto. Tra l’altro, in questo momento in Sicilia e nel meridione non abbiamo bisogno di partiti caratterizzati esclusivamente da rivendicazioni localistiche. Infatti, la nostra storica situazione sociale ed economica ci pone in maniera assolutamente diversa rispetto ad altre zone del Paese. Nel nostro Paese ci sono creditori d’imposta e debitori d’imposta. Noi oggi abbiamo l’esigenza di un rinnovato momento di unificazione del Paese che passi attraverso forti
politiche perequative e che facciano appello all’interesse comune.

Passiamo alla provincia di Agrigento dove la situazione non è diversa. Il presidente D'Orsi sta battendo tutti i record di azzeramento delle giunte. Ad ogni accordo politico cambia assessori e ricomincia d’accapo. E' quello che serve a questa provincia?

Potrei citarle, a proposito di D’Orsi un passo dell’Apocalisse di San Giovanni, ma tutto sommato per l’attuale presidente della provincia la citazione sarebbe sprecata. Confusione nella gestione e sciatteria politica dell’attuale presidente sono ormai nella consapevolezza di tutti gli agrigentini. Il risultato è disastroso. Tra l’altro il suddetto non ha un minimo di autonomia politica in quanto rispondente alle logiche e ai diktat del suo dantecausa provinciale Di Mauro e del presidente Lombardo stesso.

Ma ci dica. Ci voleva veramente Berlusconi per risolvere il problema del sovraffollamento di immigrati a Lampedusa, o le autorità locali e provinciali potevano fare qualcosa?

In realtà il problema degli immigrati e dei profughi è strettamente legato al momento di profonda crisi politica, sino agli scontri di piazza e alla guerra, che sta riguardando il nord Africa, e Lampedusa rappresenta un passaggio quasi obbligato per i disperati. In questa situazione, ormai sotto gli occhi di tutti, al di là delle dichiarazioni di intenti e dei buoni propositi sta venendo fuori il particolarismo e l’egoismo di gran parte dei paesi occidentali. Questi ultimi sempre pronti a salire in cattedra unitamente alle Organizzazioni Internazionali per impartire lezioni in materia di democrazia e diritti umani, in questi ultimi mesi si sono contraddistinti per l’assordante silenzio. Stiamo dimostrando di essere quello che siamo, cioè un grande Paese e il nostro Governo sta dando risposte concrete. In ogni caso sia chiaro, che il problema non si risolve soltanto con l’accoglienza o la regolarizzazione dei flussi, bensì con uno sforzo per la pacificazione dei paesi oggi interessati da questi scontri fratricidi e poi da massicci investimenti e politiche di sviluppo che i Paesi più agiati devono effettuare proprio in quelle aree. D’altronde il presidente Berlusconi è da anni che parla di un grande “Piano Marshall” per il nord Africa.

A Sciacca stessa storia. Il Pd insieme con l'Mpa. Con qualche consigliere di maggioranza che attacca la sua stessa giunta e talvolta il suo stesso partito. C'è confusione politica anche qui o è tutto etichettabile come “politica di paese”?

In realtà a Sciacca la situazione è un po’ più articolata. Il dottor Vito Bono è diventato sindaco della città grazie ad una grande alleanza trasversale ma anche grazie al “camouflage” del PD che non avendo la faccia per presentarsi col proprio simbolo è ricorso al vecchio trucco di snaturalizzare le proprie liste, per poi riunire sotto la stessa bandiera un grosso numero di consiglieri comunali. Si è trattata di una operazione di potere i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti; incertezza nella linea, stasi e contraddittorietà nella gestione amministrativa, liti, assoluta mancanza di saper interpretare i reali bisogni della città che oggi versa in uno stato di abbandono e crisi, una totale povertà della proposta politica e culturale dell’amministrazione, senza precedenti. E’ proprio il caso di dire che la città oggi è in ginocchio. E poi mi lasci dire: chi guida realmente questa amministrazione? Il primo cittadino ha autonomia, capacità decisionale, carisma? alle volte sembra quasi assumere l’atteggiamento del “turista per caso”. Non sono trascorsi due anni dall’elezione del dottor Bono eppure sembra quasi un secolo da quando venne accolto dalla maggioranza assoluta dei cittadini, quasi come l’uomo della svolta. Oggi è arrivato il momento di elaborare una proposta politica che possa rappresentare l’alternativa a questa attuale amministrazione, anche se da parlamentare nazionale ho il dovere di chiedermi se la città può fermarsi aspettando la scadenza naturale in una sorta di lungo torpore. Credo che si debba fare il possibile per limitare i danni sin qui compiuti e, seppur nella distinzione dei ruoli, sviluppare quelle sinergie anche fra soggetti politici distanti e antagonisti, al fine di lavorare per lo sviluppo della città.

Lei ha iniziato come consigliere comunale, poi è stato eletto deputato nella XIV, nella XV e nella XVI legislatura. Magari alla fine si candida anche a sindaco?

Non mi sono mai preoccupato più di tanto del mio futuro politico perché vivo il mio ruolo con un forte sentimento di disponibilità e di dedizione. Sempre preso dal lavoro non ho mai tempo per pensare al domani, preferisco affidarmi alla Provvidenza. Per il futuro ho un solo desiderio ed è quello, quando finirà la mia esperienza politica attiva, di aver operato e di operare in sinergia con
tanti amici che collaborano lealmente alla mia attività, riversando su loro le mie esperienze e le mie conoscenze, al fine di riuscire a passar loro il testimone, sicuro che sapranno continuare, magari meglio di me, quanto da me iniziato.

venerdì 3 giugno 2011

DECRETO SVILUPPO IN ITINERE: ENTRO IL 6 GIUGNO GLI EMENDAMENTI

Decreto sviluppo in itinere. Entro lunedì 6 giugno si presentano gli emendamenti alle commissioni riunite Bilancio e Finanze di Montecitorio, che saranno votati a partire dall'8 giugno. Poi dal 13 giugno il decreto, che scade il 12 luglio, sarà in aula alla Camera per la conversione in legge.
Cosa entrerà nel provvedimento? Previsto un alleggerimento della riscossione coattiva e uno stop alle ganasce fiscali per importi al di sotto dei 2mila euro, una modifica delle norme sul diritto di superficie sulle spiagge per non incorrere negli strali dell'Europa.
Sì anche alla riformulazione dei meccanismi del credito d'imposta, in particolare per la ricerca. È certa anche la revisione della possibilità per le banche, il cosiddetto "ius variandi", di modificare cioè unilateralmente le condizioni contrattuali con le imprese (escluse le "micro") e le semplificazioni sugli appalti sotto la soglia di gara per aumentare la trasparenza, prevedendo, per esempio, la rotazione tra imprese.
I relatori, Giuseppe Marinello (Pdl) per la Bilancio e Maurizio Fugatti (Lega) per la Finanze, hanno confermato che questi sono i temi emersi dalla discussione generale che si é chiusa ieri 1 giugno nelle Commissioni riunite. Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, ha detto che il decreto non è blindato. «Quello che possiamo modificare per renderlo più efficace e virtuoso - ha spiegato - non abbiamo problemi a farlo. Vediamo la presentazione degli emendamenti nelle prossime ore. Naturalmente le modifiche dovranno essere fatte nei limiti posti dal Capo dello Stato e dalle procedure della Camera».
Tra le modifiche in arrivo al decreto Sviluppo, in primis un emendamento sulle cosiddette "ganasce fiscali", bocciate giorni fa anche dallo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. L'obiettivo, spiegano fonti della maggioranza, è quello di escludere dalle ganasce i "beni strumentali d'impresa" e di salvaguardare la prima casa. Diretta conseguenza del voto bipartisan espresso ieri dalla commissione Finanze della Camera, che ha approvato una risoluzione che impegna il governo a introdurre «elementi di flessibilità» nella riscossione coattiva delle tasse verso gli imprenditori che «dimostrino» di non poter rispettare le scadenze «per una temporanea difficoltà» legata alla congiuntura negativa». C'è anche la possibilità di concedere al debitore un nuovo piano di rateazione, in caso di mancato pagamento di una o più rate. Da rivedere anche le norme sulla riscossione di importi inferiori a 2mila euro: l'agente della riscossione sarà tenuto semplicemente a inviare al debitore solleciti di pagamento «evitando» le ganasce fiscali.

giovedì 26 maggio 2011

... IN MATERIA DI FEDERALISMO FISCALE

Proroga dei termini per l'esercizio della delega in materia di federalismo fiscale.
C. 4357 Governo.
(Esame e rinvio).
Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), relatore per la V Commissione, evidenzia che, nel rispetto delle scadenze temporali previste dal Documento di economia e finanza, il Governo ha approvato, nel Consiglio dei ministri del 5 maggio, il decreto-legge in esame, attuativo di talune parti del Programma nazionale di riforma, allegato al Documento di economia e finanza, recentemente esaminato dalle Camere. Osserva, quindi, che lo stesso Ministro Tremonti ha tenuto a precisare che il decreto-legge in esame è il primo di una serie di provvedimenti, che verranno presentati nei prossimi mesi, ivi compreso uno di «manutenzione dei conti»; anticipa che il prossimo intervento previsto riguarderà la deflazione del processo civile, che non avrà impatto sulla finanza pubblica, ma rappresenterà una misura importante per i cittadini. Sottolinea che il provvedimento in esame è stato adottato collegialmente da tutto il Governo, con il Ministro dell'economia e delle finanze nel ruolo di regista delle numerose idee presentate dai Ministri «per far ripartire l'economia, senza gravare con nuove spese pubbliche il bilancio dello Stato». Ricorda che il decreto-legge, secondo le parole del Ministro Brunetta, consentirà risparmi di spesa in materia di ambiente, appalti, tutela della riservatezza e prevenzione antincendi, quantificabili in 12 miliardi di euro. Sottolinea che, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, il Presidente Berlusconi ha tenuto a precisare che si tratta del «primo provvedimento che va nella logica europea», che sarà presentato agli altri paesi europei che presenteranno a noi i loro provvedimenti. Evidenzia che nel giro di pochi mesi il Governo ha quindi approvato semplificazioni in quattro settori chiave, quali ambiente, prevenzione incendi, tutela della riservatezza e appalti. Si tratta di misure che erano molto attese dalle associazioni imprenditoriali. Fa presente che, secondo il Ministro Brunetta, l'articolo 25 del decreto-legge n. 112 del 2008 ha consentito un risparmio per le imprese che è quantificabile in 6,9 miliardi di euro l'anno. Le misure in materia di tutela della riservatezza e appalti decise con questo decreto-legge comportano minori oneri valutati a regime in oltre 900 milioni di euro all'anno. Ricorda poi che, nella medesima seduta del Consiglio dei ministri, il Governo ha approvato anche altre rilevantissime disposizioni come l'autorizzazione per sblocco per molte opere tramite delibera CIPE; lo sblocco per il cosiddetto social housing; il testo unico sull'apprendistato, nonché il decreto di riforma del turismo. Il Ministro Tremonti ha anche annunciato la pubblicazione di una circolare dell'Agenzia delle entrate contenente sanzioni per chi «esagera» con i controlli fiscali.
Passando all'illustrazione del decreto-legge in esame, fa presente che l'articolo 4 ha come obiettivi, espressamente dichiarati dalla norma medesima, la riduzione dei tempi di costruzione delle opere pubbliche, soprattutto se di interesse strategico, la semplificazione delle procedure di affidamento dei relativi contratti pubblici, la realizzazione di un più efficace sistema di controllo ed infine la riduzione del contenzioso in materia. La costruzione delle opere pubbliche, infatti, rappresenta un importantissimo «motore» per lo sviluppo del Paese, soprattutto se si tratta di opere di interesse strategico (legge obiettivo). Con gli interventi proposti si completa in un certo senso un percorso avviato da questa maggioranza già con la legge obiettivo del 2001. In particolare, il comma 2 reca una serie di modifiche al codice contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006. Innanzitutto si semplifica la disciplina dei requisiti di ordine generale per la partecipazione alle gare di appalto e delle cause di esclusione di cui agli articoli 38 e 40 del codice degli appalti, con l'obiettivo di contenere la discrezionalità delle stazioni appaltanti nonché ridurre il contenzioso relativo alla fase di affidamento. Si prevede inoltre, attraverso l'inserimento all'articolo 46 di un nuovo comma, la limitazione dell'esclusione dalle gare d'appalto soltanto alle cause previste dal codice dei contratti pubblici e relativo regolamento di esecuzione, oltre che nei casi di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta o di non integrità del plico che faccia ritenere violato il principio di segretezza delle offerte....

Il testo completo
http://www.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201105/0525/html/0506

venerdì 20 maggio 2011

SI UTILIZZA SOLO IL 10% DEI FONDI EUROPEI. E IN SICILIA SOLO IL 7%


Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. 
- Per sapere - premesso che nel quadro dell'attuazione del programma operativo regionale Sicilia per il Fondo sociale europeo (FSE) 2007-2013, con l'avviso pubblico n. 7, sulla GURS 5 giugno 2009, n. 26 - Supplemento ordinario del 26 maggio 2009, la regione, per  il tramite dell'assessorato dell'istruzione e della formazione professionale, ha avviato le procedure per la realizzazione di percorsi integrati per sostenere l'occupabilità, mediante progetti di work experiences che contemplino azioni di orientamento, formazione ed esperienza in impresa, rivolte a soggetti in condizioni di relativo svantaggio sul mercato del lavoro, provenienti da qualsiasi tipo di esperienza lavorativa; elemento saliente dei percorsi, oltre alle attività di orientamento e formazione, è l'esperienza in impresa, da realizzarsi all'interno di un'azienda ospitante, la cui durata deve essere compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 10 mesi, retribuita con un'indennità di 800 euro al mese per singolo partecipante;
A gestire i percorsi sono stati chiamati gli organismi formativi che risultino accreditati e organismi formativi non accreditati purché abbiano già presentato istanza di accreditamento la disponibilità finanziaria originaria di 40.000.000 euro è stata ulteriormente incrementata in fase di approvazione delle graduatorie definitive e quindi portata a 138.415.010,41 euro; dalle graduatorie definitive pubblicate il 14 ottobre 2010, risultano 380 enti beneficiari, tra cui 6 comuni: Cammarata (AG) - Casteltermini (AG) - Salemi (TP) - Vita (TP) - Villafrati (PA) - Rosolini (SR) ad onta del fatto che l'avviso escludesse la partecipazione degli enti pubblici, 5.000 aziende ospitanti e circa 12.000 destinatari finali (cioè i disoccupati);
successivamente la Corte dei Conti ha rigettato, annullandone l'efficacia, la graduatoria definitiva degli enti beneficiari, rilevando irregolarità nella valutazione dei progetti e di fatto annullando l'intero procedimento, nonostante il fatto che la valutazione sia stata affidata ad un nutrito gruppo di qualificati valutatori esterni;
l'assessorato regionale alla formazione e all'istruzione si trova nella situazione di dover ripartire da zero (o annulla gli atti successivi all'avviso pubblico o procede alla pubblicazione di un nuovo avviso) obbligando la regione, ma anche i vincitori in graduatoria, a far ripartire il procedimento con tutti i passaggi previsti e perdendo, presumibilmente, altri due anni; l'amministrazione regionale siciliana ha speso ad oggi - dopo più di quattro anni dall'avvio della programmazione di spesa dei fondi comunitari (2007-2013) - poco più del 7 per cento della disponibilità complessiva;
il Ministro dell'economia e delle finanze ha recentemente dichiarato: "il tasso di utilizzo dei fondi europei che sono italiani ed enormi, se va bene è del 10-20 per cento: se va bene, ma in alcune regioni è al 4 per cento". Questo è inaccettabile!

giovedì 19 maggio 2011

FALLIMENTO DELLA GESTIONE DELLA SANITA' IN SICILIA

Il sistema sanitario regionale della Sicilia è caratterizzato da "perduranti criticità". E' quanto ha affermato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, rispondendo oggi al Question time alla Camera. "Il ministero della Salute - ha sottolineato Fazio - ha in più occasioni evidenziato la perdurante criticità del sistema sanitario siciliano, da ultimo con un documento del marzo 2011 nel quale si evidenziano: la bassa percentuale di assistenza domiciliare agli anziani, la bassa disponibilità di strutture residenziali per anziani non autosufficienti e l'esistenza di elevati indici di inappropriatezza come, ad esempio, in relazione ai parti cesarei".   
Ma anche "alcuni impegni della regione contenuti nel piano di rientro - ha precisato il ministro - restano caratterizzati da elevata criticità e le iniziative per rimediare agli inadempimenti degli anni 2007/8/9 sono state definite dal Tavolo previsto insufficienti".  Fazio ha inoltre sottolineato come la percentuale dell'assistenza ospedaliera risulti "elevata" e sul 118, ha detto, "permangono forti dubbi in ordine ai chiarimenti richiesti sullo schema di riordino del sistema di emergenza-urgenza". Quanto alla spesa farmaceutica territoriale, ha rilevato, "é superiore al tetto normativo di riferimento del 13,6%". Dunque, ha assicurato il ministro, "continueremo a vigilare seriamente, insieme al ministero dell'Economia, sui piani di rientro, affinché le perduranti criticità possano venire risolte".  


 “La risposta del Ministro Fazio durante il question time, costituisce l’ufficializzazione del fallimento nella gestione della sanità in Sicilia. L’estrinsecazione delle criticità riscontrate anche dal Ministero, rappresenta il sigillo della bocciatura di un sistema che si nutre di sprechi, inefficienze e logiche clientelari, un sistema che non permette ai nostri concittadini di godere appieno dell’inalienabile diritto alla salute.  L’affresco della sanità in Sicilia è emblematico e perfettamente conforme al disastroso operato del Presidente Lombardo e del suo Assessore Russo che, anche in questo settore, hanno dimostrato la loro incapacità progettuale che emerge chiaramente dalla circostanza che sono stati disattesi tutti gli obiettivi visto che, così come dichiarato anche dal Ministro, il costo percentuale dell'assistenza farmaceutica territoriale è ancora superiore al 15 per cento del totale, non è stato esercitato un adeguato controllo della spesa di funzionamento del 118, sono stati stabiliti i tagli dei posti-letto nel settore pubblico senza la contestuale attivazione dei PTA, delle RSA e dell’assistenza domiciliare. Il bene dei siciliani è il nostro unico interesse ed è per questo che continueremo nella nostra campagna di controllo e verifica, forti anche delle argomentazioni e dei dati presentati dal Ministro che non fanno che avallare il nostro giudizio pessimo sullo stato della sanità in Sicilia”. 
Questa la dichiarazione congiunta di tutti i firmatari dell’interrogazione rivolta al Ministro Ferruccio Fazio durante il question time e presentata dai deputati siciliani del Pdl Nino Germanà, Giuseppe Marinello, Alessandro Pagano, Vincenzo Fontana, Vincenzo Garofalo, Salvo Torrisi, Vincenzo Gibiino, Gabriella Giammanco, Francesco Catanoso, Nicolò Cristaldi, Enrico La Loggia ed Antonino Minardo.

martedì 17 maggio 2011

SICILIA: PDL, FAZIO NON RISPONDE, MASCHERAMENTO SISTEMA SANITARIO - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica

SICILIA: PDL, FAZIO NON RISPONDE, MASCHERAMENTO SISTEMA SANITARIO - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica

“Il diniego, ritenuto da noi gravissimo, opposto dal Ministro Fazio a rispondere al question time da noi richiesto, recante legittime domande, e le conseguenti relative informazioni, sembra costituire una strategia volta al consueto mascheramento delle effettive condizioni in cui versa il sistema sanitario siciliano” Questa la dichiarazione congiunta dei deputati del Pdl Nino Germanà, Giuseppe Marinello, Alessandro Pagano, Vincenzo Fontana, Vincenzo Garofalo e Salvo Torrisi anticipando che “alla nostra interrogazione, a breve si aggiungeranno molte altre firme”.

MEDAGLIA AL MERITO DIPLOMATICO CONFERITAMI DALLA REPUBBLICA DI TAIWAN

Sono fiero e orgoglioso di condividere con voi questa gioia.  Medaglia al merito diplomatico conferitami dal Ministro degli Affari Esteri...